Alex Webb

19.04.2018

Le ombre di Metzker

Quando ero un fotografo di strada alle prime armi , passavo le ore chino su una pila

di libri nella biblioteca del mio Iiceo, nel Vermont. Molti di quest libri erano classici:

Opere di Cartier-Bresson, Kertész, Frank.

Ero particolarmente affascinato da un libro sottile intitolato "Toward a Social Landscape", a cura del fotografo Nathan Lyons, che includeva, tra gli altri, i primi lavori di Garry Winogrand, Lee Friedlander e Bruce Davidson, e da una selezione

di fotografie di Ray Metzker intitolata My Camera and l in the Loop in un numero

di Aperture. Sebbene le fotografie di quest'ultimo ricordassero quelle del suo

maestro, Harry Callahan, avevano tuttavia qualcosa che le rendeva uniche: raggi

di Iuce tagliente che si intrecciano sopra ombre impenetrabili; figure isolate che

entrano e escono dalla luce, imprigionate in una sorta di chiaroscuro bianco e nero;

volti isolati che si affacciano dall'oscurita. .

Non era soltanto la perfezione formale di queste immagini a catturarmi

Trasmettevano anche qualcosa dell'isolamento, l'aleniazione e la solitudine del

mondo urbano. _AW

Tratto dal libro: Street Photography e Immagine Poetica - di Alex Webb e Rebecca Norris Webb

Luci ed ombre sono sempre più frequenti come scelta di stile per gli street photographer di oggi , io stesso ne faccio uso molto spesso ma quanto questa scelta  ci sta rendendo tutti simili e senza personalità ?

Quando cominciai a fare street le persone con le quali mi confrontavo mi consigliavano di "Scegliere uno stile" , ma ad oggi mi rendo conto che in fotografia è stato fatto tutto in passato in ogni modo possibile ed immaginabile  e sicuramente meglio di come lo stiamo facendo noi ora e quindi limitarsi ad avere un solo modo di scattare oltre a renderci copie di qualcun'altro con il passare del tempo ci rende anche noiosi e prevedibili.

Avere un solo modo di fotografare è limitante per me , io uso concentrarmi sul posto e su quello che sta accadendo intorno a me cercando spunto dal contesto urbano , senza lasciare fuori nulla , che siano ombre , ritratti , gesti , giustapposizioni o altro non importa , io scatto , energeticamente molto più  dispendioso questo è sicuro , ma almeno cerco di non limitarmi , questo è solo il mio modo di pensare , di vedere la fotografia di strada  , dividere i progetti in stili facilita sicuramente e aiuta a dare un senso a ciò che stiamo facendo e avere molti modi di farlo aiuta invece a lavorare di più e a produrre molti progetti da portare avanti nello stesso tempo.


Paolo Longo